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L'ARCIPELAGO

19-12-2011

Vi era un tempo nei mari del sud e ancora c'è un arcipelago formato da 5 piccole isole. I loro nomi erano: Rami, Noa, Soa, Oba e Chea.

Pur essendo l'attività principale degli abitanti la pesca, ognuna delle 5 isole coltivava ed eccelleva in un'arte che la distingueva dalle altre. Gli abitanti di Rami erano degli insuperabili pescatori di perle, quelli di Noa invece riuscivano a predire i cambiamenti del tempo atmosferico con sorprendente precisione. Soa eccelleva nelle danze rituali mentre nell'isoletta di Oba si custodiva la conoscenza di come piantare e coltivare l'albero del pane, infine nessuno nell'arcipelago sapeva costruire le canoe come gli abitanti di Chea.

Un giorno un anziano-piuttosto-rispettato pensò che le specifiche conoscenze delle varie isole dovessero trasformarsi in un patrimonio condiviso così che la conoscenza di tutti gli abitanti dell'arcipelago si allargasse. Non più l'abilità di una singola isola ma un patrimonio culturale di tutto l'arcipelago. L'anziano-abbastanza-rispettato decise un giorno di radunare i capi anziani delle 5 isole ed esporre un suo ambizioso progetto. Ecco cosa propose: “Gli abitanti di un'isola, per esempio quelli di Rami, potrebbero trasferirsi a Noa per 30 lune ed apprendere dai capi tribù di quell'isola l'arte della pesca delle perle mentre nel contempo gli abitanti di Noa si sarebbero trasferiti a Sora per imparare come leggere in anticipo i cambiamenti climatici e l'avvicinarsi degli uragani. La stessa cosa avrebbero fatto gli abitanti delle isole di Oba, Soa e Chea di modo che alla fine delle 30 lune ritornati alle proprie isole tutti avessero appreso e condiviso le rispettive conoscenze e nel contempo rinsaldato la fratellanza tra gli Arcipeloghesi. Il progetto fu accolto con entusiasmo e dopo pochi giorni le canoe erano pronte. Il trasferimento fu accolto con gioia festosa da tutti Arcipeloghesi. I 5000 abitanti delle isolette tutti allo stesso tempo, un migliaio per gruppo pagaiavano allegramente verso l'isola che li avrebbe ospitati

Per ragioni apparentemente inspiegabili (solo apparentemente) qualche cosa non funzionò:

gli abitanti di Rami non lasciarono la propria isola di modo che l'isola si trovò ad ospitare 2000 persone. Compromesso ormai il flusso dei trasferimenti i 2000 Arcipegolesi si fermarono per imparare ciò che l'anziano dell'isola di Noa doveva insegnare. Nel frattempo gli abitanti di Oba avevano lasciato la loro isola ragion per cui l'isola di Rami si trovò ad ospitare 3000 persone! E per trenta lune tre delle isole dovettero aspettare semideserte che l'insegnamento dei due anziani delle isole di Rami e Noa finissero le loro lezioni.

Sebbene in modo disarmonico e confuso alla fine gli insegnamenti vi furono e la conoscenza dei Arcipeloghesi di fatto aumentò.

Ecco cosa dissero i capi tribù dell'accaduto:

Capo tribù Noa: giunto a Rama mi fu chiesto di insegnare e non mi sono chiesto perchè gli abitanti non avessero lasciato l'isola.

Capo Tribù Oba: forse L'anziano-abbastanza-rispettato non si è spiegato bene

Capo Tribù Soa : forse i Capi Tribù di Rami e Noa non hanno capito bene

Capo Tribù Chea: forse uno dei due capi tribù non si sentiva sicuro e inconsapevole della confusione che la deroga alle regole di casa andava creando voleva vedere come il Capo tribù dell'isola ospitante conduceva la lezione.

Infine ecco cosa disse il Capo Tribù Rami: forse gli Arcipeloghesi preferivano i miei insegnamenti a quelli degli altri. Mi sono sentito una specie di generoso eroe quando ho chiesto a parte dei 3000 isolani di fluire verso le altre isole.

Potrebbero esserci altre versioni. Mi piacerebbe conoscerle.