Metodo Biospirali ®

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Introduzione

Nell’esporre uno schema di lavoro come il nostro, si rischia di venire accusati di limitarsi alla semplice speculazione. Non è così. Il Metodo Biospirali è il risultato di un lungo e paziente lavoro iniziato dagli autori nel 1985 nell’ambito delle attività di ricerca del Centro Ricerche Tai Chi. Non è nei nostri propositi cercare di spiegare fenomeni esoterici o paranormali. Nel realizzare il metodo si è inteso piuttosto riunire ed armonizzare informazioni e rilevazioni, idee, concetti derivanti dal metodo scientifico occidentale da altri campi del sapere umano.

 

Il Metodo ha una sua struttura teorica di base che, naturalmente, è da capire e comprendere ma, va premesso, il sistema è essenzialmente  esperienziale e si propone il mantenimento della salute e la formazione spirituale. Questo metodo è una rivisitazione dell’antica arte conosciuta come Chi Kung (lavoro sull’energia). Il Metodo Biospirali è basato su principi scientifici riguardanti l’energia noti agli antichi maestri. I saggi taoisti svilupparono le loro arti molto tempo prima che Einstein rivelasse agli occidentali che l’energia e la materia sono relative e trasformabili. Sin dalla nascita della propria cultura l’occidente ha ricercato l’affermazione della mente sulla materia ma non ha mai sviluppato un metodo appropriato per raggiungere tale obiettivo. Il pensiero occidentale separava, e ancora separa, il corpo e la mente in due sfere distinte e contrapposte. Il corpo divenne competenza della chimica e della fisica mentre le questioni concernenti la  mente diventarono dominio della religione e, in seguito, della psicologia. Per poter utilizzare il potere la società occidentale, la società industriale, ha trasformato il potere del fare nel potere di controllo. Questa tendenza ha cambiato il rapporto dell’uomo con la natura. Dall’idea del rispetto e del vivere in armonia con l’ambiente si è passati allo sfruttamento dell’ambiente. Le due cose sono in contraddizione. Questa impossibilità di conciliare valori umani con produzione interessata non può che generare stress, ansia, depressione e inaridimento. Purtroppo anche nelle società orientali è iniziata una folle corsa verso l’industrializzazione ed a uno sfruttamento non rispettoso degli equilibri naturali. Il vero inquinamento parte dalla mente e una volta persa la verginità, è quasi impossibile recuperare l’innocenza. Diciamo che le tecniche degli antichi maestri possono difficilmente risolvere problemi emotivi derivanti da un ambiente sociale che un centinaio di anni fa era assolutamente diverso. Questo non vuol dire che lo yoga, lo shiatzu o altre pratiche come danza, nuoto, arti marziali ecc. non siano utili per la salute psicofisica ma, per eliminare alcuni dei nostri molti problemi bisogna prima di tutto farli emergere, capire in che modo si sono installati in noi.  Quando s’inizia la pratica di Biospirali emergono e si evidenziano quasi subito blocchi,  tensioni, disagi e paure: è inevitabile, può essere poco piacevole ma va senz’altro considerato come evento positivo perché deriva dall’attenzione che rivolgiamo, finalmente, al nostro corpo.

Nella cultura tradizionale ci si rivolgeva al sistema umano considerandolo dal punto di vista dell’energia e, all’incirca 4500 anni fa gli antichi Maestri avevano intuito che la forza elettromagnetica, il Chi Universale, integra e anima il corpo fisico e la mente, e che, attraverso questa integrazione, la mente è in grado di controllare il corpo. La forza elettromagnetica permette l’interscambio tra elementi opposti che si trovano in rapporto tra loro.

La pratica degli otto esercizi compresi nel primo livello non richiede nessuna particolare abilità, o speciali capacità atletiche.

Rispettando le semplici indicazioni suggerite dagli insegnanti, l’esecuzione degli esercizi non comporta controindicazioni. Ne consegue che chiunque, a prescindere dal sesso e dall’età,  può avvicinarsi alla pratica del primo livello.

Il secondo e il terzo livello invece, prevedono una buona consapevolezza corporea. Stato, questo, raggiungibile praticando giornalmente gli esercizi del 1° livello per un periodo di almeno tre mesi. (100 giorni). Per affrontare i due livelli successivi si consiglia la visione dei DVD che contengono l’intera sequenza eseguita da esperti del Centro Ricerche Tai Chi.

Corsi di formazione per insegnanti con esami finali e rilascio di diplomi sono organizzati dall’Associazione CRT nelle più importanti città italiane.

 

Prima di Prima

Se consideriamo uno dei due opposti che costituiscono il diagramma del Tai Chi  ritroviamo la struttura fondamentale della creazione.

Tutti i fenomeni, tutte le cose e tutti gli esseri possono essere spiegati utilizzando  a questa struttura: la spirale logaritmica. Questa rappresentazione è il frutto dell’infinito perché l’emergere del mondo finito è la manifestazione di questa spirale. Questo significa  che la sua struttura è implicita nella matrice indifferenziata dell’esistenza ( Wu Chi). Per suo mezzo il Tao esprime se stesso e il “nulla “ diviene qualcosa.  Dal momento che il principio del principio primo è inerente all’Infinito,  la materializzazione e tutti gli altri processi non possono che seguirne la Via.

Se volessimo immaginare di tornare indietro sino al principio senza principio, prima di prima, troveremmo l’estensione buia e senza confine dell’infinito. In essa osserveremmo il generarsi di una spirale.

Noi uomini ripetiamo il processo originale quando nell’oscurità del grembo materno emergiamo anche noi seguendo questa forma. Ogni essere ripete l’intera storia della creazione nel corso della sua vita, perché ogni  essere è un microcosmo entro l’universo macrocosmico. L’uomo realizza la sua natura quando s’immerge e s’identifica nell’universo.

La vibrazione infinita fluisce continuamente verso e attraverso il sistema uomo.

Non c’è una meditazione, una posizione sequenza o attività fisica che, da sola, sia in grado di sensibilizzare l’uomo a questo flusso anche se il contatto mentale con il tutto avviene in ogni istante della nostra vita. Non ne abbiamo consapevolezza, ma esso  modella l’attività creativa di ogni nostra azione o comportamento. Il Tao è la legge immutabile che governa l’universo ed è la Via lungo la quale i fenomeni iniziano, si trasformano, si sviluppano, terminano e ricominciano. La rappresentazione grafica di questo divenire è la spirale logaritmica. L’osservanza della Via nel vivere quotidiano deve essere inconscia poiché le regole e i costumi non sono naturali. Noi apparteniamo al mondo animale ma nessun animale ne ha bisogno. L’uomo proprio perché ritiene di essere il più evoluto tra gli animali non dovrebbe averne bisogno. La spontaneità consiste nell’agire in accordo alla natura senza sforzo consapevole, obbedendo semplicemente agli impulsi della propria predisposizione costituzionale.  La libertà è di chi si muove nella Via e non consiste nel vivere di là dalla legge ma l’adeguarsi e unificarsi alla legge dell’esistenza.

 

Vita

La vita è mistero.

Ogni forma di vita è mantenuta e sostenuta da un’energia centrale che deriva dall’essenza e si esprime con una “Respirazione Primaria”. Tutte le cose e le forme animate della terra ricevono sostentamento dal sole (dall’alto) che irradia energia sotto forma di calore e permette l’espansione e la crescita. Noi viviamo animati da quest’energia; non la vediamo ma, pur rimanendo sconosciuta, essa costituisce la forza vitale e la coscienza dell’uomo, degli animali e di tutti i vegetali. Nell’uomo si concentra in centri vorticanti lungo l’asse cerebrospinale e da si allontanano  seguendo percorsi spiraliformi verso la periferia: cariche positive o negative in costante corrispondenza con tutti gli altri centri. Questo flusso continuo esprime il Tai Chi, il principio primo o polarità, il passaggio continuo che costituisce l’alternanza tra espansione e contrazione. Le spirali che separano e nel contempo uniscono il centro alla periferia aprono e  racchiudono lo spazio e creano una cavità.

Per rappresentare l’eternità, gli antichi usavano la spirale. Non essendo un tutto però la spirale non può, per sua stessa natura completarsi e rappresentare l’assoluto.Tutto ciò che si manifesta si estende dal punto ed è contenuto dal punto stesso.

La spirale bidimensionale inizia dall’infinito e si estende all’infinito percorrendo tutte le spire intermedie della manifestazione nel tempo e nel modo relativo per ritornare, riavvolgendosi, alla propria sorgente.

“La duplicazione dell’uno è solamente l’uno che guarda se stesso, è così facendo diventa oggetto e soggetto: è questa la dualità grazie la quale tutto è conosciuto.”. (Jill Purce). Nella creazione delle forme e per il loro funzionamento sono necessari dei centri di concentrazione energetica perché il loro flusso possa agire seguendo impostazioni, percorsi e modelli definiti. In caso contrario l’energia tenderà ad esaurirsi. Le spirali sono appunto dei modelli di percorso ideali per aiutare a mantenere e ripristinare queste impostazioni.

È Il respiro. Il respiro del cosmo. Espirando, lo spirito si contrae, crea, si volge all’interno e si snoda nella materia. Inalando, la materia si espande, si evolve e si libera nello spirito.

Quando l’uomo partecipa consapevolmente a questa danza perpetua diviene il controllore non attivo di questo pulsare (wu wei). Nel prenderne consapevolezza, inala, ed espirando espande la propria coscienza, espirare è il ritorno all’impulso originario; dalle cellule al pulsare ritmico delle galassie, dall’aprire e chiudersi dei gesti del Tai Chi, dalla  ricorrenza delle nostre esperienze alla circolazione delle energie più sottili. Ogni spirale segna un ciclo nello sviluppo dell’assieme e poiché ogni parte è parte di un tutto, la fine sarà solo un inizio o, meglio ancora, un finizio.

Considerati in questa maniera i “momenti” i cambiamenti corrispondono all’unione tra diversi stadi evolutivi. La morte ci appare come una giuntura che permette la rinascita in uno stato successivo.

 

L’uomo vive e muore fra le sue due eternità.

Nell’esecuzione delle forme del Tai Chi come in quella delle Biospirali il praticante disegna attorno all’asse corporea delle spirali e, così facendo partecipa, entro la propria cavità di risonanza, ai movimenti del cosmo, dei pianeti, degli atomi, delle galassie e degli elettroni. Egli si riferisce al proprio centro e crea un punto immobile all’interno del proprio corpo per far rivivere l’universo. Espandendosi all’esterno riconduce il suo spirito alla sorgente.

Nel racconto Jogging è descritto un filo d’erba, una giovane pianticella, che esprime il suo vibrante anelito verso il cielo trattenuto da radici che lo vincolano alla terra. E’ la descrizione di un modello vitale che ha il potere di attirare ciò di cui abbisogna dall’ambiente: acqua, aria, calore e luce solare.

Ogni forma di vita utilizza il flusso energetico polarizzato che le è fornito dall’azione turbinante del Chi cosmico o sostanza spaziale. In determinati stati di coscienza riusciamo a cogliere la straordinaria sensazione di questo "Uno" coinvolto in una singola unità d’azione.

Nonostante l’enorme riserva d’energia la natura non potrebbe esercitare un’espansione costante senza un ritorno verso il centro. Da quest’incessante ritorno dipendono i cicli che determinano le stagioni, i riposi, i risvegli e i cambiamenti.

Essendo parte della natura come potrebbe l’uomo operare senza ubbidire alle alternanze d’espansione e concentrazione? Il principio d’attività e riposo corrispondono alla legge di periodicità o legge dei cicli naturali. I ritmi biologici hanno un’origine genetica. La ritmicità e la capacità oscillante, infatti, sono proprietà fondamentali della materia vivente e della sua unità elementare, la cellula, non solo nella specie umana ma in tutte le manifestazioni della vita. Anche se questi ritmi  hanno un’origine interna, l’ambiente esterno esercita sugli organismi un’influenza fondamentale nel sincronizzarli e nel metterli in fase. Pensate alla struttura fisica umana: miliardi e miliardi di cellule che operano in consonanza armoniosa e coerente.

Sia che si tratti d’energia dell’anima, energia mentale, emozionale o fisica questa si esprime sempre secondo periodi, cicli, onde in movimento e seguendo percorsi a spirale. L’energia concentrata nel centro di un campo  o cavità di risonanza ha come caratteristica l’elasticità vibrante, vitale e irradiante e si espande, in una situazione d’equilibrio armonico, seguendo delle orbite a spirale ben precise. Man mano che si espandono verso il limite esterno, le particelle che costituiscono il flusso perdono energia in misura proporzionale alla distanza che le separa dal centro.

I vortici d’energia da cui si dipartono le spirali, siano esse costituite da onde particelle, molecole, atomi o unità individuali, formano una loro realtà nello spazio: un campo. Sulla superficie di questi campi incontrano la resistenza dello spazio, una forza che si stringe attorno e rallenta il loro flusso energetico creando una tensione superficiale. È a causa di questo processo che si formano le superfici esterne e i rivestimenti più duri: la crosta terrestre, il cranio, il manto dei campi magnetici, il guscio delle lumache e delle conchiglie ecc. La loro funzione è quella di proteggere e delimitare il campo energetico interno, contenenere la tendenza all’espansione delle spirali centrifughe e contribuire a trasformare la loro polarità.

Le spirali energetiche sono in costante attività, fuoriescono e s’immettono le une nelle altre, organizzate nei rispettivi campi e modelli. Grazie a questo processo le funzioni e le forme vitali sono mantenute. 

Me ne rendo conto: tante, troppe parole per esprimere ciò che difficilmente può essere espresso con le parole.

Ecco come Lao Tze, consapevole della difficoltà di una spiegazione esauriente descrive, in maniera profonda e misteriosa, il perpetuo ritorno alla radice: “Raggiungendo un vuoto estremo e conservando una rigorosa tranquillità, mentre i diecimila esseri tutti assieme si dibattono attivamente, io contemplo il loro ritorno nel nulla.

Infatti gli esseri fioriscono e poi ognuno ritorna alla propria radice. Tornare alla propria radice si chiama tranquillità; ciò vuol dire deporre il proprio compito. Deporre il proprio compito è una legge costante. Chi conosce questa legge costante, si chiama illuminato. Chi non conosce questa legge costante agisce da stolto e attira su di sé la disgrazia”.




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