Franco Mescola racconta il CRT

 

Rumbling in my mind

Tristezza e rabbia. La diagnosi era chiara, diretta e perentoria: ero affetto da un avanzato stato d'artrosi alle anche ed alle ginocchia dovuto principalmente ad allenamenti dissennati: le mie gambe non avrebbero più sopportato l'attività agonistica, l'insegnamento e, ciò che più mi dispiaceva, la pratica del karate. Mi fu anche detto che, in un futuro non molto lontano, per poter camminare, avrei dovuto ricorrere a delle protesi. La mia natura suggeriva di continuare, la ragione m'imponeva di smettere.


"Il Miracolo"

Nel 1977 tra i docenti dello stage nazionale della federazione di karate alla quale aderivo (Fesika) apparve un signore cinese, un maestro d'arti marziali invitato dal Maestro Roberto Fassi per presentare il Tai Chi Chuan, una misteriosa ed affascinante arte marziale definita da Roberto "interna" (Roberto Fassi, può a ragione essere considerato uno dei pionieri nel campo delle arti marziali orientali. Fu lui ad aver fatto conoscere agli appassionati italiani importanti maestri tra cui Shirai, Tamano e naturalmente Chang Dsu Yao).

Fu un'autentica rivelazione o, come s'usa dire, un amore a prima vista. Ecco, pensai, quest'arte cosi fluida, potente ma rispettosa del corpo, potrebbe essere la soluzione per il mio problema. Da quel momento iniziò un rapporto di stima, che mi compiaccio di definire reciproco, con quel signore cinese: il Maestro Chang Dsu Yao. M'iscrissi alla Feik e cominciai a frequentare la palestra di Via Aosta 1 a Milano (autentico tempio del Karatè stile Shotokan diretta dal M° Fassi). Fu proprio lì, al corso istruttori della federazione, che conobbi il giovane Enzo divenuto in seguito vicino collaboratore e riconosciuto Maestro CRT. Il maestro Chang cominciò ad insegnare a Venezia (al CSKS di Santa Maria Formosa e, più tardi, alla Palestra Athena). Sin dal 1980 un piccolo gruppo approfittò di questa straordinaria opportunità.

Così ebbe origine il seme di quella che sarebbe divenuta la scuola di Tai Chi di Venezia: il Centro Ricerche Tai Chi.

Avevo nel frattempo abbandonato il Karate Shotokan e i benefici alle mie giunture non tardarono a farsi sentire. Oggi, a 68 anni, pratico quotidianamente e, limitatamente alle mie possibilità, è mia intenzione praticare per molti anni ancora. Sono alimentato dall'entusiasmo che immancabilmente si rinnova nel constatare la crescita degli studenti, alcuni dei quali considero ora compagni di viaggio e colleghi.

 

Il Centro Ricerche Tai Chi

L'idea del CRT prende forma nel 1983. Avevamo notato che, quando il Maestro si trovava a Venezia, insegnava un Tai Chi diverso, né migliore né peggiore di com'era proposto a Milano: semplicemente diverso. Una versione più morbida, più centrata, almeno così ci pareva, sull'aspetto energetico. Un Tai Chi inteso quasi come forma di meditazione in movimento, il che non escludeva lo studio dell'applicazione anche se, così sembrava, si basava su un'interpretazione diversa degli stessi principi. Con questi contenuti, le forme e le tecniche, andavano sempre più differenziandosi dalla versione proposta in altre scuole italiane. Non pochi praticanti di Milano cominciarono a frequentare le lezioni che il Maestro teneva regolarmente a Venezia. Gli stessi Maestri Fassi e Ghezzi ci onorarono della loro presenza.

In accordo con il gruppo di praticanti veneziani, interrogai il maestro Chang sull'ipotesi di aderire a un'associazione che si occupasse dell'apprendimento e dell’insegnamento del Tai chi Chuan come da lui stesso proposto a Venezia. Avremmo considerato il suo Tai Chi come base di ricerca, e ci saremmo rivolti anche a specialisti in discipline affini e compatibili e ad esperti di altre scuole. Avremmo considerato lui, il Maestro Chang, punto di riferimento e, gli altri contatti, apporti utili alla ricerca del gruppo veneziano. Il Maestro aderì con entusiasmo e fu così che nel 1985 si costituì lìassociazione. Per la verità nessun altro esperto di Tai Chi fu invitato mentre il Maestro era in vita.

Nel 1992, anno della sua prematura scomparsa, feci il mio primo viaggio in Cina. Visitai in seguito Taiwan, Hong Kong e la Mongolia interna. Ebbi accesso ed attinsi da insegnamenti tradizionali e potei considerare il Tai Chi da altre angolazioni. Feci l'ultimo di questi viaggi con Enzo e Arcadio. Fummo ospitati dal Maestro Yang Lin Sheng che divenne in seguito, oltre che un amico personale, un prezioso collaboratore del CRT. Più apprendevo più mi rendevo conto di quanto ancora bisognasse studiare. Alcuni aspetti non evidenti e la vastità di ciò su cui avrei dovuto lavorare, invece di fornirmi nuovo slancio, mi gettavano, e ancora a volte mi gettano, nello sconforto. Fortunatamente, mai al punto da indurmi ad abbandonare la ricerca, compensato comunque come sono da sempre nuove ravvivanti scoperte.

Alla morte del Maestro, il programma del CRT si andava ormai configurando come un vero e proprio metodo con caratteristiche proprie.

In base all'esperienza dei fondatori (tra cui Enzo Simeoni, Giancarlo Ronchi, Arcadio Rizzardi ed io) furono invitati, di volta in volta, quei maestri che potevano fornire, senza sovrapposizioni o contaminazioni, apporti importanti al Tai Chi del CRT. Primo criterio nella scelta dei maestri ospiti da parte del comitato tecnico era quello di accogliere solo chi condivideva e deteneva particolari abilità negli stessi principi così come insegnati al CRT dal M° Chang, o chi forniva quelle informazioni che non erano riuscite ad arrivare fino a noi causa la morte prematura del Maestro.

Ecco un elenco di maestri ed esperti chiamati (a volte con notevole impegno economico) dal Comitato tecnico del CRT: Fassi, Hess, Chen Lien Sheng, Migi Autore, Humbarachi, Yang Jwing Ming, Grandi, Daniele, Yang Lin Shen, Magagnato, Gandini, Gilman, Prof. Pasqualotto, Tognacci, Mario Napoli, i maestri del teatro U, Tung Kay Yin, Groppelli, Zanini ed altri ancora. Dal punto di vista della salute sono convinto che l'approccio morbido, basato sulla teoria del flusso energetico, sia la scelta più giusta e rispettosa degli equilibri del nostro corpo (il mio corpo, ad esempio, sta rispondendo bene, nonostante le previsioni pessimistiche dei medici di trent'anni fa!).

 

Prove e Rimedi

Non ricordo se nel 2001 o 2002 comunicai, con tutta serenità, la mia intenzione di ridurre gli interventi nella scuola insegnanti per poter concentrarmi nello studio. In quell'occasione consegnai agli istruttori, insegnanti e maestri un tabulato elaborato in collaborazione con gli Insegnanti e Maestri CRT. Un metodo frutto di oltre trenta anni d'appassionata ricerca. Da quel momento il CRT si configurava anche come una vera e propria scuola. Ora, con il senno di poi, ritengo il metodo presentato pretenzioso, inadeguato e non in sintonia con i ritmi congestionati del vivere moderno, in particolare per quei praticanti che, seppur attenti e animati dalle migliori intenzioni, non eleggono il Tai Chi come principale pratica e non permettono al Principio Primo (Tai Chi ) di colorare il loro vivere quotidiano. Cerco di spiegarmi meglio: il programma della scuola insegnanti avrebbe dovuto riferirsi solo a quella parte dello studio eminentemente tecnico che il candidato all'insegnamento o l'istruttore propone nei normali corsi di Tai Chi.

La maggior parte delle persone che si avvicinano ai corsi aperti al pubblico desiderano solo star bene, trovare un momento di relax per liberarsi dallo stress. Le pratiche o le discipline che vengono comunicate attraverso lezioni speciali, seminari, corsi di formazione o la semplice frequentazione di persone serene, dovrebbero essere utilizzate come apporti per ampliare la propria conoscenza tecnica, ma anche e soprattutto per tracciare un proprio percorso evolutivo.

Il metodo allora presentato era diviso in una parte Yin e una Yang, era un programma corposo, ben organizzato ma che, per poter essere metabolizzato, pretendeva un periodo di pratica costante di almeno 8 anni. Ciò di cui non avevo tenuto conto era che solo pochi avrebbero potuto dedicare il tempo necessario per raggiungere il Kung Fu... la maestria. Nella società attuale l'energia vitale che si spende per lottare e competere è a malapena sufficiente per sopravvivere. Basta considerare la progressione impressionante del numero di disadattati o il numero di persone che rinunciano a vivere (per rinuncia alla vita non intendo solo chi si toglie la vita suicidandosi).

Due sono le possibili alternative o accettare le regole e lottare per dominare o non partecipare alla bagarre e cercare di liberarsi dalle strutture che la società impone. Per far ciò si può far da soli o riferirsi ad una scuola.

Costanza, amore, dedizione e talento artistico: queste le doti necessarie. Quando manca il talento, le altre doti devono essere dilatate nell'attesa che l'artista che è in noi, in tutti noi, emerga spontaneamente.

Kung Fu significa duro lavoro nel tempo per conseguire una maestria. Il procedimento è valido in qualunque campo o forma d'arte

Mi scuso per questa digressione e ritorno al programma. Dopo il parziale e temporaneo distacco e alcuni segnali sin troppo evidenti fu necessario rivedere il programma del corso istruttori riducendolo drasticamente e aumentando nel contempo il numero degli incontri e seminari volti a favorire chi, insegnante o non, vuole approfondire altri aspetti dell'arte.

Elenco qui di seguito a grandi linee le materie del nuovo corso istruttori. Partendo dall'aspetto Yin del Tai Chi troviamo nelle materie previste come programma d'esame tre serie di sequenze che sono generalmente definite Way Kung.

  • 1°, 2° e 3° Pa Tuan Chin

  • Sequenza Primaria

  • Tai Chi Chi Kung

La parte Yang prevede:

  • La sequenza 108 della famiglia Yang e le relative applicazioni come trasmesse dal Maestro Chang

Le spinte:

  • Le 8 spinte fondamentali

  • Le 12 spinte concatenate

I Chin'na

  • 2 Lu di Chin'na del Maestro Chang

  • 4 Tao di Chin'na del Maestro Chang

Le armi:

  • Sciabola

  • Bastone lungo

Le materie o specialità di seguito elencate, incluse nel precedente programma, verranno invece insegnate nei normali corsi o nei seminari, nelle lezioni speciali o negli stages d'aggiornamento previsti dal calendario dell'associazione:

Area Yin

  • Respirazione: toracica, postatale, prenatale, delle tre membrane, dei quattro cancelli

  • La piccola e la grande circolazione quotidiana

  • Run Tun

  • Chan Mi Kung

  • Le Biospirali

Area Yang

  • Chi Ben San Shou Ta Lu Pa Fa

  • 1°, 2°, 3° Tui Shou Chin'a

  • Le cadute

  • Il Fast Set

  • La piccola concatenazione dei pugni

  • La sequenza Sintesi e la sua applicazione

  • Tui Shou libero a piedi fissi

  • Tui Shou libero in movimento

Le armi

  • Doppia spada

  • Sciabola contro sciabola

  • Spada

  • Lancia

E, naturalmente tutte quelle nuove scoperte, che la ricerca e la pratica continua e costante ci rivelerà.

La funzione dello studio della piccola concatenazione dei pugni (Zhuo Ho Chuan) e del Fast Set (Hua Chuan) è quella di fornire agli studenti che studiano le applicazioni la possibilità di eseguirle in una circostanza più vicina alla realtà ponendosi cioè in una situazione di pericolo per attivare lo scorrere del Chi stimolandolo con un'adeguata intenzione.

Del resto, considerando la questione dal punto di vista di difesa della vita, che ragione ci sarebbe di ripetere la forma costantemente se un attacco, al momento di un riscontro viene portato fuori dal bersaglio, con una profondità sbagliata o peggio ancora senza una reale intenzione?

Questa è la funzione di queste due forme e delle loro relative applicazioni: verificare la funzionalità degli attacchi e quindi delle difese.

La Piccola Concatenazione dei Pugni elenca tutti i possibili pugni dalla media e dalla corta distanza e le relative difese.

Il Fast Set invece insegna, oltre che ad alcuni calci tipici del Tai Chi, i rientri, ossia come guadagnare la distanza corretta e vantaggiosa per uno specialista di Tai Chi.

Chi entra a far parte del CRT è libero di soddisfare la propria curiosità o desiderio di conoscenza nel Tai Chi Chuan come meglio crede: anche visitando altri insegnanti. Diciamo che sarebbe rispettoso parlarne al proprio insegnante anche (so di ripetermi) per non perdere tempo e denaro o, peggio ancora, rischiare contaminazioni molte volte inutili e devianti. Questo naturalmente senza nulla togliere alla bravura degli altri insegnanti.

 

Border line

Abbiamo sentito più volte il Maestro ripetere che avvicinandosi ai 45 anni d'età conviene ridurre gradualmente la pratica degli stili esterni del Wu Shu a favore di quelli interni. Questi stili sono più confacenti per chi, regolata la mente emozionale, intenda avvicinarsi all'illimitata potenzialità dell'energia vitale.

Egli sconsigliava, una volta raggiunta un'età matura, di indulgere nelle pratiche esterne ritenendole in antitesi con il principio base del Tai Chi. Al di là dell'insegnamento, la pratica personale del Maestro consisteva, all'incirca dopo i sessanta anni, nell'esecuzione quotidiana dei primi due Pa Tuan Chin, la forma 108, la forma delle 4 forze, la spada e forse il bastone.

Per addolcire l'esecuzione delle tecniche il Maestro aveva creato una specie di confine elastico. Egli aveva aggiunto al repertorio dello Shao Lin per i praticanti che intendevano praticare il Tai Chi Chuan, delle sintesi estrapolate da altre arti marziali (Kun Li Chuan Fa e Mei Hua Chuan Fa) che sono considerate parzialmente interne. L'intento era quello di mitigare l'eccessivo uso di contrazione muscolare, l'uso cioè della forza cosiddetta esterna (Li) tipica di chi pratica il Wu Shu esterno specie provenendo come nel mio caso e nel caso del gruppo primogenito di Milano, dallo Shotokan.

Non praticando stili esterni il CRT ha utilizzato per ragioni opposte la stessa intuizione. Poiché nel Tai Chi del CRT si prevede solo lo studio della parte morbida (che basta e avanza!) ha incluso nel programma lo Zuo Ho Chuan e Hua Chuan con lo scopo di fornire esperienze incentrate su tecniche che, pur attenendosi ai principi del Tai Chi, evidenziano l'aspetto più Yang dell'arte; non per attacchi fini a se stessi, ma per poter vivere e comprendere la cedevolezza delle tecniche di neutralizzazione tipiche del Tai Chi con immagini, intenzioni ed interpretazioni più prossime alla realtà.

Per quanto riguarda gli insegnanti autorizzati ad insegnare in base il metodo del CRT, onde evitare inutile confusione agli allievi, gli eventuali contatti con esperti d'altre scuole andranno decisi assieme al Comitato Tecnico del CRT.

Rumbling in my mind, anche se non so bene cosa vuol dire, è finito.

 

Franco (Venezia 2006)



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