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Altre  STORIETTE RACCONTI ACCADIMENTI sono contenute in un blog che potete visitare qui: Blog di Franco Tusitala Mescola

Acciaio e Cotone

ACCIAIO E COTONE
L’accostamento intende esprimere un concetto molto semplice ma, proprio a causa di questa semplicità, ogni elaborazione pensata o scritta risulterà sicuramente inadeguata e superficiale.
Semplice significa: “formato da un solo elemento”.
L’acciaio e il cotone sono due elementi distinti che a loro volta, derivano da processi diversi e complessi.

ACCIAIO
Acciaio deriva dall’etimo acuto e ciò evidenzia la sua vocazione alla penetrazione. Altre caratteristiche sono la resistenza meccanica, l’elasticità, la freddezza e la durezza. L’acciaio viene “temprato”: un lungo processo lascia affiorare, nobilita e trasforma la vera natura di una materia grezza all’origine. Nella tradizione quando un uomo forgiava una spada, questa ne accoglieva lo spirito guerriero divenendo simbolo di nobiltà e d’onore. La natura che distingue l’acciaio lo pone nel dominio dello Yang.

COTONE
ll cotone sembra essere, in questo contesto, la naturale controparte dell’acciaio.
La forza del sole conferisce al frutto del cotone l’energia necessaria per far aprire la capsula, dischiuderne le valve e far espandere la bambagia…una nuvola bianca, tenera e cedevole, impalpabile quasi, ma capace di adattarsi e assumere quelle forme che le forze intrinseche quelle dell’ambiente le conferiscono. Cessando gli stimoli esterni il sistema, ubbidendo ad una dinamica auto ricombinante, sfrutta la pressione cui è stato sottoposto per liberarsi del surplus energetico, e riassumere la forma più prossima alla struttura originaria. L”invoglio di bambagia non è dotato d’intelligenza ma lo è sicuramente il suo comportamento.

ARMONIZZAZIONE
L’attrito generato dall’accostamento dei due opposti fa emergere ciò che li rende complementari.
L’uomo che non sogna, l’uomo che vede coglie il fluttuare del drago e intuisce l’armonia che unisce il condizionato, il nato, l”esprimibile, con il non condizionato, il mai nato e l’inesprimibile.
Questa chiave interpretativa è utilizzabile in qualunque ambito o aspetto della natura e una siffatta lettura del mondo reale corrisponde ad una riscrittura del mondo stesso.
Nel Tai Chi Chuan, cosi come nel metodo Biospirali o nel gioco delle mani, il raggiungimento di uno stato di sospensione del giudizio, corrisponde all’accettazione della realtà non condizionata della natura. Praticando in questo stato (wu chi) l’obiettivo provvisorio della nostra ricerca diventa la relazione tra fenomeno energetico (chi) e fenomeno mentale (yi). Quando il sistema nervoso centrale viene rimosso dal processo, l’azione si realizza in un modo d’essere che trascende, oltre che la tecnica, qualunque forma di investigazione sia esteriore che interiore.
Sospendendo il giudizio l’ego si ritrae per far emergere l’intelligenza e la grazia animale.
Acciaione e Cotonaio.

IL GIOCO DELLE MANI (Tui Shou)
Una caratteristica che accomuna i nostri due contrari è la loro capacità di assumere una forma determinata da un’azione esterna e la conseguente tendenza (a volte contenuta a volte espressa) a riassumere la forma originaria. ll cotone espandendosi e l’acciaio ritornando alla struttura lineare originaria.
Allontano un facile modello che potrebbe venire alla mente: una sfera di bambagia costruita attorno ad un sottile asse d’acciaio. Questa esemplificazione fallisce nel comunicare l’aspetto dinamico del processo e del suo divenire. Immaginate il vostro corpo come una nuvola pulsante di bambagia, una specie di grosso batuffolo di cotone dai contorni imprecisi. Considerate i molti filamenti che lo compongono come percorsi ed energia allo stesso tempo (messaggio e messaggero).
EracIito, oscuro e provocatore, dice: L ‘armonia nascosta è migliore di quella apparente.
L’opposizione porta accorcia. Dalla discordia nasce l’armonia più bella. E’ nel mutamento che le cose trovano quiete.
La gente non capisce come ciò che è in disaccordo con se stesso porti armonia.
Esiste un ‘armonia nell’attrito come nel caso dell’archetto e della lira.
L’archetto si chiama vita ma lavora per la morte.
FRRR…
Nel battito d’aIi di un uccello spaventato o nel riso spontaneo di un bambino vi è più verità che in tutti i discorsi e in tutti i libri di tutte le biblioteche.
Quanta verità in quegli istanti.
Quanta saggezza!
L’inteIletto sofisticato non potrà mai cogliere la semplicità, l’ardore e la grazia di un animale, del bacio di un bambino, di un moto spontaneo e quindi non calcolato…velato ma evidente…I”esplosione deII’istante.
Queste verità effimere sono oltre la sapienza.
Questa grazia è I’origine e la soglia di tutti i possibili risvegli.
Quel frrr… quel riso spontaneo ci seguono per tutta la vita perché sperano di risvegliare quella minuscola piccola cosa che è a disposizione di tutti gli uomini. Alle volte queste piccole cose bussano discrete ma il nostro essere non può sentire perché è occupato a godere dell’abbondanza o della sofferenza. Avere o rinunciare sono la stessa cosa.
La natura offre ad ogni istante un rumore, un suono, una visione, un’immagine, simbolo…rinunciarvi è un errore.
Rinunciarvi è I’unico possibile errore.
Si può essere distratti per tutta la vita o, forse, per più di una vita.
Allontanarsi da questa possibilità equivale a privarsi di un risveglio o a dormire.
L’essenza è neII’urIo del vento, nella goccia di pioggia che ti bagna la pelle, nel mutevole disegno delle nuvole, nel guizzo di luce riflesso dalla perfetta sfericità di una goccia d’acqua.

M° Franco Mescola