Ideogramma cinese "Radici"

Scritti del Maestro

Acciaio e Cotone

Buone Notizie

Chi o che cosa muove il mio corpo

Consigli per il viaggiatore

Esperienza, apprendimento e memoria

IL gesto puro

Il Maestro danzatore

Il Principio Primo

Il silenzio vibra più delle parole

Il Tui Shou e la donna che è in noi

Il vasaio folle

Insegnare perché

Raccontini esemplari, Jogging

La grazia animale

La maschera di larmo

L’impegno

Il virtuoso

Morte e Vita

Saper dare

Vita

Buone notizie

BUONE NOTIZIE
La paura vuole metterci in fuga? Dovremmo allora restare ritti e guardarla negli occhi!
Scopriremmo allora che la paura, pur imprendibile, non può prenderci. Ella ci fa credere da migliaia e migliaia d’anni che può ghermirci, ma la paura non ghermisce niente, lei non ha braccia, non può tenere ne trattenere: non ha nessuna sostanza. Dobbiamo ergerci, restare fermamente eretti interiormente, per sentire che la paura è priva di consistenza. Eretti, lo spirito vitale teso verso il cielo, fortemente radicati alla terra, stabili e fermi: ecco ciò che permetterà l’azione. Non saremo noi, forse, ma le nuove leve, i nuovi jedy, i nuovi candidati al territorio armonico a
condurre l’azione. Noi dovremmo forse limitarci a comunicare questa certezza. Comunicare che il presente è nell’istante e che la permanenza nell’istante può essere costante. Possiamo indicare come svegliare il guerriero che è in noi per tenerci eretti, stabili e radicati, senza titubanze, nella costante permanenza dell’istante. Nell’unità totale la costanza è ciò che non fa cambiare. ll cuore Divino dell’universo vive nell’assoluta permanenza. Tutto ciò che è nella costanza e nel permanente è anche, nel nostro profondo, dentro di noi. Vivere l’istante significa essere stabili e
fermi all’interno, essere centrati, auto referenti, essere l’istante stesso.

LA DISTANZA
La distanza è ciò che ci permette di fuggire. La distanza è l’arma del nemico: non c’è fuga se non c’è distanza. La distanza c’è se non restiamo radicati. È come avere due centri: il punto nel quale siamo e il punto dove intendiamo andare, l’illusione di un luogo-rifugio dove potremmo eventualmente fuggire. Dei punti nello spazio e nel tempo dove potremmo mettere le nostre radici. Non è possibile, il guerriero lo sa, così come tutti noi lo sappiamo. Non c’è che un punto.
Non c’è che l’Uno. Tenendoci eretti e radicati saremo noi a vincere il nemico millenario: la paura delle paure, la paura, la grande paura, nostra signora morte. Non sappiamo da dove viene la paura, né dove conduce, ma sappiamo perché esiste. Essa, la grande paura, ci è stata istillata per darci la possibilità di vincerla e, per vincerla, vi è una sola arma. Una sola, ma… infallibile! Ergersi per accettarla. Questa è la via del guerriero: non fuggire, ma neppure attaccare. La non azione consapevole è l’unica forma valida per non subire. La paura va rispettata perché permette allo spirito di sopravvivenza di esistere. Esistenza e non esistenza sono parti inscindibili dello stesso gioco.

ARTE
L’arte è pensiero spontaneo.
Dove cessa l’erudizione la comincia l’arte.
Arte e conoscenza non possono separarsi.
Quanto più è complesso il gioco degli opposti tanto più i loro regni si separano.
Dove si deve fare, realizzare e combattere, aiuterà l’arte.
Dove servono indagine e nozioni, aiuterà la scienza.
Una non deve mai prevalere sull’altra.
I limiti servono per essere superati.
Tutto questo per comprendere che l’unica regola è l’assenza di regole.

Visita il Blog di Franco Mescola

M° Franco Mescola